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Al-Hadi
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mwbgMūsā b. al-Mahdī, che aveva il laqab di al-Hādī ilā al-Ḥaqq (in arabo الهادي موسى بن المهدي‎?, al-Hādī Mūsā b. al-Mahdīcite-ref-1[1]; Rayy, 766Baghdad, 14 settembre 786), è stato il quarto califfo della dinastia abbaside.

Nacque nel mwdq766 e succedette al padre mwdgal-Mahdi nel mwdw785, regnando per un periodo assai breve, prima che suo fratello mweaHārūn al-Rashīd gli succedesse nel mweq786.

Contents

Storia
Note

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Storia

Al-Hādī era il primogenito di mwfqal-Mahdi. Era stato designato come successore del padre e secondo nella linea successoria era stato indicato il fratello Hārūn, che era peraltro il favorito della comune madre mwfgal-Khayzuran. Al momento della tragica morte del loro genitore, al-Hādī era in mwfwTabaristan (mwgaPersia) per condurre la guerra contro il locale governatore ribelle, mentre suo fratello era a mwgqBaghdad. Al-Rashīd dette l'ordine di partire alla volta del Tabaristan per consegnare ad al-Hādī le insegne del califfato e, innanzi tutto, il mwggsigillo. Le truppe stazionanti a Baghdad rifiutarono di giurare in favore di al-Hādī se non avessero ricevuto l'equivalente di due anni di paga come regalo. Il mwgwvizir mwhaBarmecide Yaḥyā b. Khālid al-Barmakī negoziò con esse concedendo loro 18 mesi di soldo come donativo. Al-Hādī sembra fosse rimasto molto soddisfatto dell'iniziativa del Barmecide.

Fu nel corso del suo califfato che si manifestò una contestazione religiosa radicaleggiante che professava il mwhwmanicheismo, massimamente inviso all'mwiaIslam per le sue concezioni mwiqdualistiche, tanto da far usare il termine "manicheo" (mwigzandaqa, mwiwin arabo زندقة‎mwja?) come perfetto mwjqsinonimo di "eretico". Al-Mahdī aveva duramente perseguitato un certo numero di manichei e il figlio al-Hādī proseguì nell'intento paterno, mentre non seguì la politica di suo padre per quanto riguarda l'atteggiamento nei confronti degli mwjgAlidi, che discriminò non senza violenza. Fu infatti durante il suo regno che scoppiò una rivolta alide a Medina, sfociata nel mwjwmassacro di Faḫḫ (786), dando modo a due sopravvissuti di rifugiarsi nell'estremo occidente mwkanordafricano e di gettare le basi del governo mwkqidriside nell'area di mwkgFez.

Altre insurrezioni ebbero luogo in mwlaEgitto e in Iraq nel corso del suo califfato, ma la questione principale restava quella della sua successione. Egli tentò di ottenere dal fratello Hārūn, consigliato da Yaḥyā al-Barmakī, la rinuncia alla sua eventuale successione al trono ma, ottenuto un netto rifiuto, Hārūn fu gettato in carcere e minacciato d'una sorte ben peggiore. In suo soccorso intervenne però in una notte del 786, definita poi "dei tre califfi",cite-ref-2[2] la morte di al-Hādī che, assai provvidenzialmente (ma incredibilmente), trovò la morte per mano d'una schiava che, si disse, sarebbe stata gelosa del favore riservato dal califfo a un'altra concubina.

In realtà è assai probabile che dietro tutto vi fosse l'opera della madre Khayzurān che, di fronte, all'atto violento perpetrato da al-Hādī ai danni del fratello e del suo tutore barmecide, intervenne per salvare la vita al figliolo preferito, pensando tra l'altro di poter condizionare il secondogenito assai più di quanto non fosse riuscita a fare col suo primogenito, particolarmente geloso delle sue prerogative e per nulla disposto ad accettare le fin troppo aperte ingerenze materne. Non a caso le si attribuisce la seguente frase al momento in cui fu messa al corrente della morte di al-Hādī: «mwmgÈ ciò che desideravo».cite-ref-3[3].
Al-Hādī morì, lasciando dietro di sé una reputazione di uomo energico ma incline alla brutalità, con qualità di governo che gli permisero peraltro di mantenere in grande salute la situazione economico-finanziaria del califfato.

{{Début dynastie|nom=Al&#x2D;Hâdî Mûsâ}} {{Insérer dynastie |couleur1=#CCFFCC |couleur2=#88cc88 |couleur3=#CCFFCC |iconeG=Icone&#x2D;Islam.svg |nom=[[Abbassides]]&#x26;nbsp;de&#x26;nbsp;[[Bagdad]] |avant=[[Al&#x2D;Mahdi (Abbasside)|Al&#x2D;Mahdî]] |après=[[Harun ar&#x2D;Rachid|Hârûn&#x26;nbsp;ar&#x2D;Râchid]] |période=([[785]]&#x2D;[[786]]) }} {{Fin dynastie}} <

Note

cite-note-11. In mwpgarabo mwpwhādī (inmwqa mwqqarabo mwqgهاديmwqw‎mwramwrq?) significa "guida" ed era il nome attribuito, già in mwrwepoca preislamica al conduttore delle mwsacarovane. Il significato di mwsqal-Hādī ilā al-Ḥaqq era quindi "La guida alla Verità".
cite-note-22. In quanto nella medesima notte erano presenti il califfo, suo fratello destinato a succedergli e il futuro califfo mwtqal-Maʾmūn, partorito da poche ore da Marājil, schiava persiana di Hārūn, diventata così mwtgUmm walad, lett. "Madre del figlio".
cite-note-33. mwugṬabarī, mwuwLa Chronique (Vol. II, L'âge d'or des Abbassides), p. 122

Bibliografia

• mwvwṬabarī (in realtà mwwaBalʿami), mwwqLa Chronique. Histoire des prophètes et des rois (trad. dal persiano di Hermann Zotenberg. vol. II, Parigi, Sindbad, Actes Sud, 2001. ISBN 978-2-7427-3318-7.
• mwxaClaudio Lo Jacono, mwxqStoria del mondo musulmano (VII-XVI secolo) – I. Il Vicino Oriente, Torino, Einaudi, 2003, pp.mwxg 172–173.

Voci correlate

• mwygAbbasidi

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Al-Hadi

Collegamenti esterni

• mwzw(AR) العباسيون / بنو العباس في بغداد [Gli Abbasidi: i B. al-ʿAbbās a Baghdad], su hukam.net.
• mwaq(EN) mwagmwawThe Caliphate, its rise, decline and fall, by William Muir mwbaCapitolo LXIV, Al-Hadi and Harun ar-Rashid